Olivia Wilde viene immortalata su Vegas Magazine, uno dei corpi più belli di Hollywood gioca a fare la principessa sexy ammiccando al fotografo. Fra circa un anno la vedremo nel film Cowboys & Aliens, titolo alquanto singolare ma dal cast davvero ottimo, Harrison Ford e Daniel Craig su tutti.
Per girare Cowboys & Aliens però la produttrice esecutiva di Dr.House Katie Jacob ha raccontato a Entertainment Weekly che Olivia Wilde sarà presente brevemente all'inizio della stagione, e poi non ci sarà per un lungo periodo di tempo. Ha avuto l’opportunità di recitare in questo film e ne era entusiasta, e noi siamo molto orgogliosi e felici per lei.
Cowboys & Aliens, film sci-fi ad alto budget di Jon Favreau (che tra gli sceneggiatori vede Damon Lindelof ed Alex Kurtzman) la cui produzione si sovrapporrà a quella del medical drama Fox per un paio di mesi.
I semi del temporaneo addio del personaggio della Wilde sono stati piantati nella puntata finale della stagione quando, negli ultimi minuti, Tredici ha annunciato che avrebbe lasciato Princeston Plainsboro. Le due cose, i tempi per cui doveva stare lontana e la storyline, funzionano bene. Vedrete che avrà un senso ha concluso Katie Jacobs.
venerdì 11 giugno 2010
Olivia Wilde stupenda su Vegas Magazine mentre lascia Dottor House
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Giuseppe Pascarella
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Etichette: Cowboys Aliens, Daniel Craig, Dottor House, Harrison Ford, Olivia Wilde, Vegas Magazine
domenica 21 dicembre 2008
Il Dottor House ? Esiste davvero, è un medico di nome William Gahl
Incredibile scoperta, il medico più famoso della televisione, Dottor House (Hugh Laurie), nella realtà esiste davvero. Si chiama William Gahl ed è il direttore del neonato Undiagnosed Diseases Program dei National Institutes of Health statunitensi. Questo ospedale ha deciso di reclutare una task force composta da un nutrito gruppo di specialisti in diverse discipline mediche che possa riuscire a individuare la diagnosi per alcuni disturbi attualmente orfani di classificazione.
Nella realtà di questo ospedale ci sono veri medici che si riuniscono in una sala con una lavagna a disposizione dove scrivere, in perfetta dinamica da "brainstorming": sintomi, possibili cause, valori di biomarcatori specifici... un vortice di idee fino ad avere l'intuizione giusta.
William Gahl ci racconta come Non è esattamente così che passiamo le nostre giornate. Prima di tutto io, fortunatamente, non ho il caratteraccio di House, non maltratto i miei collaboratori e non assumo farmaci. La mia vita lavorativa è meno romanzata, ma non meno interessante. Al nostro gruppo arrivano le segnalazioni dei medici che si trovano di fronte a sintomi sconcertanti e che non sanno come interpretare. Ci documentiamo molto leggendo tutta la letteratura a disposizione e ci confrontiamo tra colleghi. Il paziente nel frattempo, soprattutto se molto malato, continua ad essere assistito nella struttura che ci ha segnalato il caso. Per il momento abbiamo accolto nelle nostre strutture 35 pazienti, li abbiano tenuti con noi per una settimana e cercato di integrare le informazioni della letteratura con il caso clinico che avevamo di fronte, in modo da fare una diagnosi; sono tutti pazienti che hanno delle malattie metaboliche molto rare per cui, spessissimo, non esistono farmaci o terapie.
Fonte: Meet Dr House's caring alter ego. NewScientist 2008; 2686:44-45.
Pubblicato da
Xander
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Etichette: Dottor House, Hugh Laurie