giovedì 20 dicembre 2007

C'era una volta un paese lontano e Come d'incanto..

Come la maggior parte delle favole anche la nostra comincerà con un "C'era una volta…." un bosco animato. In questo bosco viveva una principessa pronta a baciare il suo impaziente principe azzurro. Una matrigna cattiva, decisa a ostacolare l'amore dei due, tramite un astuto inganno getta la principessa in un pozzo profondo. Ora.... la maggior parte di voi si aspetterebbe che il pozzo conduca ad una cella, ad un sotterraneo segreto o alla morte. Spiacente di deludervi, il pozzo condurrà la principessa in un luogo lontano da ogni nostra immaginazione, all'incrocio tra la Broadway e la Seventh Avenue nella New York del ventesimo secolo.

Qualcuno ha abbozzato l'idea che nella situazione della principessa sarebbe stato meglio la galera o il sotterraneo, e come dargli torto, New York coi suoi milioni di abitanti, crimini e smog non è proprio il luogo ideale per una principessa fiabesca e il suo principe azzurro. E proprio qui che nasce la comicità, dal rovesciamento tematico della classica fiaba. Il principe diventa il bersaglio principale del film: la sua fraseologia fiabesca, i clichè linguistici e le parole fuori luogo, almeno a New York, inducono la principessa alla fuga invece che al bacio.

Grazie a questo insieme di tematiche, il nuovo prodotto della Disney risulta essere perfetto non solo per i più piccoli ma anche per gli amanti del cinema più accaniti. L’intreccio tra film e animazione non tralascia per un attimo tutti i passi della classica favola degli anni ottanta che per anni ha affascinato milioni di bambini. Principi azzurri, streghe cattive, perfide magie e il magnifico e immancabile bacio d’amore.

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